Che cos'è il VDO?
Il VDO, ovvero la dimensione verticale dell'occlusione (nota anche come dimensione verticale occlusale o OVD), è la misura della distanza verticale tra la mascella superiore e la mandibola durante l'intercuspazione massima. Si tratta di un fattore fondamentale nella progettazione di molti prodotti odontoiatrici, in particolare protesi dentarie e overdenture. Non esiste un VDO oggettivamente corretto, ma è piuttosto un valore relativo che varia da individuo a individuo.
Una dimensione verticale dell'occlusione non ottimale o alterata (a causa di perdita di tessuto, adattamento inadeguato della protesi, malformazioni congenite, ecc.) comporta non solo un aspetto estetico poco armonioso, ma anche disagio, difficoltà nella masticazione, nel parlare e nel sorridere, o una combinazione di questi sintomi. Ciò compromette la qualità della vita del paziente e può potenzialmente portare a disturbi temporo-mandibolari.
Da cosa dipende il VDO dentale?
Dal punto di vista visivo, il VDO si definisce come il rapporto tra la posizione del naso, delle labbra e del mento di un paziente. Tuttavia, al di là di questa apparenza superficiale, il VDO è determinato da vari fattori correlati tra loro:
- Dimensioni, forma, usura e occlusione dei denti
- VDR naturale (dimensione verticale di riposo)
- Struttura e salute dell'osso alveolare
- Riflessi e funzioni neuromuscolari (ad esempio, masticazione e deglutizione)
- Linguistica e fonetica
- Comfort del paziente
- Necessità di dispositivi ortodontici/protesi (ad es. protesi dentarie, bite per il bruxismo notturno, dispositivi di avanzamento mandibolare, ecc.)
Molti (ma non tutti) di questi fattori possono essere e saranno valutati nel corso di una visita approfondita che comprende la registrazione dell'occlusione e l'anamnesi del paziente.
Metodi di rilevamento della dimensione verticale dell'occlusione
Quando si effettua una registrazione video, il professionista odontoiatrico ha a disposizione diversi metodi tra cui scegliere. Non esiste un unico metodo “corretto” per misurare la dimensione verticale dell’occlusione.
Ecco alcuni metodi:
Spazio di Freeway – La tecnica dello spazio di Freeway (la distanza tra i denti mascellari e mandibolari nella posizione posturale mandibolare – tipicamente compresa tra 2 mm e 4 mm) è indicata per i pazienti edentuli e viene utilizzata quasi esclusivamente per il montaggio dei modelli e la sistemazione dei denti in vista delle prove protesiche. Lo spazio Freeway viene calcolato utilizzando varie tecniche (ad esempio, chiedendo al paziente di pronunciare la lettera “M” o “Emma”, di leccarsi le labbra, di deglutire e di rilassarsi), durante le quali viene registrata la distanza tra due punti fissi e allineati verticalmente sul viso e sulla mandibola. Successivamente, durante la fase di prova, i pazienti vengono valutati per verificarne la corretta fonetica ed estetica, consentendo ai professionisti di finalizzare un VDO.
Fotografia del profilo laterale – Utilizzando una fotografia laterale della testa del paziente durante l'occlusione, viene effettuata una misurazione che registra la relazione tra quattro punti di riferimento maxillo-facciali fondamentali. Partendo da questi punti di riferimento, è possibile ricavare matematicamente il VDO.
Arco facciale e articolatore – L'arco facciale viene utilizzato per registrare la relazione tra l'arcata dentale mascellare del paziente e il piano orizzontale di Francoforte o il piano dell'asse articolare-orbitale. Questa misurazione fornisce un riferimento per l'articolatore, nel quale vengono inseriti i modelli dentali in gesso, consentendo ai dentisti di misurare un intervallo VDO accettabile.
Bite o apparecchio di prova – Al paziente viene chiesto di utilizzare un apparecchio con un VDO regolato per verificare se, nel tempo, il nuovo VDO possa essere tollerato comodamente.
Stimolazione elettrica transcutanea dei nervi (TENS) – Gli elettrodi applicano una leggera corrente elettrica sulla fessura coronoidea, stimolando la contrazione dei muscoli masticatori attraverso i nervi cranici. Le registrazioni elettromiografiche dei muscoli temporale, massetere e digastrico, insieme al tracciamento della mandibola, vengono utilizzate per valutare la posizione della mandibola rispetto alla mascella. Il riposo neuromuscolare si ottiene rilassando i muscoli masticatori. La relazione tra riposo neuromuscolare e spazio libero viene utilizzata per determinare il VDO.
Proporzioni facciali – Questo metodo per determinare la dimensione verticale mira a correggere l'equilibrio facciale regolando la lunghezza della parte inferiore del viso in modo che corrisponda a quella della parte centrale, basandosi principalmente su considerazioni estetiche. Sebbene sia adatto ai chirurghi ortognatici, pone delle difficoltà agli ortodontisti o ai dentisti restauratori a causa della complessità di apportare modifiche verticali significative che incidano sulle proporzioni facciali, mantenendo al contempo corrette relazioni occlusali. Inoltre, i tentativi di alterare la dimensione verticale possono influire significativamente sull'overjet, rendendo difficile ottenere un corretto contatto occlusale anteriore.
Cefalometria – Attraverso immagini radiografiche vengono identificati vari punti di riferimento anatomici. La relazione tra questi punti viene analizzata e confrontata. L’analisi di queste informazioni, unitamente alla valutazione del comfort e delle esigenze del paziente, viene utilizzata per determinare un probabile VDO.
Da tenere presente: alcuni metodi di rilevamento della dimensione verticale dell'occlusione possono risultare più o meno indicati a seconda dell'anamnesi dentale e medica del paziente (ad esempio, pazienti dentati o edentuli) e dello scopo della misurazione (ad esempio, adattamento di protesi immediate o definizione di un valore di riferimento). L'approccio più consigliabile consiste nel valutare le esigenze del paziente e utilizzare di conseguenza il metodo più appropriato.
Cosa succede se la VDO viene registrata in modo errato?
Sebbene non esista un unico valore oggettivamente “corretto”, una registrazione imprecisa può avere conseguenze significative per quanto riguarda il VDO. I professionisti del settore odontoiatrico che non tengono conto della fisiologia e/o delle esigenze altamente specifiche del paziente potrebbero non riuscire a registrare un VDO corretto. Di conseguenza, oltre ai costi irrecuperabili in termini di tempo e denaro associati alla regolazione o alla rifacitura completa delle protesi, una distorsione di appena pochi millimetri rispetto al VDO ottimale può causare disagio, se non addirittura rischi per la salute. I problemi associati a un VDO registrato in modo errato variano a seconda che la dimensione sia stata aumentata o diminuita.
Ecco alcune delle possibili conseguenze di un'occlusione con dimensione verticale non corretta:
Aumento del VDO
- Dolori articolari e muscolari
- Problemi occlusali
- Problemi di linguaggio
- Difficoltà a mangiare
- Deturpazione estetica
- Aumento della sensibilità dentale
- Maggiore vulnerabilità ai danni
- Riserzione ossea patologica
Riduzione del VDO
- Cheilite angolare
- Problemi di linguaggio
- Deturpazione estetica
- Maggiore vulnerabilità ai danni
- Disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare
È clinicamente accettabile modificare il VDO di un paziente?
«Modificare il VDO di un paziente è clinicamente accettabile», afferma Chad Van Maele, un tecnico di laboratorio di grande esperienza specializzato nella realizzazione di protesi dentarie presso Dandy. Van Maele sostiene che, nei casi relativi alle protesi dentarie, modificare il VDO è«più che accettabile: spesso è necessario per garantire al paziente un restauro adeguato».
La modifica della dimensione verticale dell'occlusione di un paziente può essere indicata per diversi motivi: per migliorare l'estetica, creare spazio per il restauro e ottimizzare le relazioni occlusali complessive. Nei casi in cui sia opportuno modificare la dimensione verticale dell'occlusione, è fondamentale che il dentista tenga conto
- Effetti sul linguaggio
- Dolori muscolari previsti
- Variazioni della forza di morso
- Effetti sull'articolazione temporo-mandibolare o sul carico dentale
- Stabilità
Van Maele ha potuto constatare i risultati positivi di una corretta regolazione della dimensione verticale dell'occlusione (VDO), affermando che i pazienti «si guardavano allo specchio e sorridevano di nuovo e, per la prima volta dopo tanto tempo, riuscivano davvero a vedere il proprio sorriso… si vedeva chiaramente che la loro autostima stava tornando… non solo non provavano più dolore, ma potevano anche parlare e sorridere senza provare imbarazzo». Raggiungere una dimensione verticale di occlusione ottimale, dice, «cambia decisamente la vita sotto molti aspetti».
È opportuno sottolineare che le variazioni involontarie della dimensione verticale dell’occlusione (VDO) non sono clinicamente accettabili. I dentisti che prescrivono apparecchi indicati per la correzione dell’occlusione, del bruxismo o della respirazione devono prestare la massima attenzione, durante tutto il corso del trattamento, al monitoraggio della VDO dei propri pazienti. È loro dovere preservare la dimensione verticale naturale dell’occlusione dei pazienti sani.
Il VDO in odontoiatria: la chiave per una migliore informazione dei pazienti e una maggiore accettazione dei trattamenti
Un VDO ben eseguito, abbinato a uno scanner intraorale all’avanguardia e alle impronte digitali, contribuisce in modo significativo al raggiungimento di un risultato perfetto per voi e per i vostri pazienti. Lo strumento più efficace per convincere un paziente ad accettare un trattamento è mostrargli come potrebbe apparire il suo sorriso, e un VDO ben eseguito non si limita a riallineare i denti, ma è in grado di ridefinire l’intero aspetto del viso. Vedere per credere. Il nuovo sorriso inizia proprio da lì.
Oltre alle capacità di visualizzazione, la VDO fornisce dati che guidano i tecnici di laboratorio esperti per garantire che forniscano i dispositivi di avanzamento mandibolare più adatti, gli apparecchi per alleviare il dolore all'ATM e /o le protesi dentarie che aumentano la fiducia in se stessi.